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Le bugie con le gambe lunghe

di Eduardo de Filippo

Le bugie con le gambe lunghe fu rappresentata per la prima volta a Roma, nel 1948. Se nelle commedie di quello stesso periodo Eduardo sembra orientarsi verso una visione più pessimistica degli uomini e della società, Le bugie con le gambe lunghe sembra segnare un’ultima impennata di polemico ottimismo. Nella vicenda l’immagine che i protagonisti presentano di sé non è, pirandellianamente, maschera d’una realtà che non esiste: è solo il frutto dell’ipocrisia; e l’alternativa non è tra verità e illusione  ma, più semplicemente, tra verità e menzogna.

Il protagonista, dall’allusivo nome di Libero Incoronato, è, come altri protagonisti delle commedie di Eduardo, “un uomo insignifi cante”, un semplice. Anche in lui la guerra ha lasciato la speranza che un mondo migliore possa e debba fi nalmente incominciare, che, con la distruzione di tutto portata dalla guerra, anche l’ipocrisia e il voler apparire ciò che non si è non abbiano più ragione d’esistere; constata invece che niente, da questo punto di vista, è cambiato e che gli uomini non sanno smettere d’intrecciare la loro rete di bugie.

La speranza resta così legata alla convinzione di Libero, che la verità abbia “due gambette piccole piccole” e che “ per arrivare impiega Dio sa quanto, ma... arriva!” E le gambette della verità sono quelle dei bambini (tre, quelli della commedia, e tutti venuti al mondo indesiderati, come la verità, appunto): quello perso da Graziella, che le ha insegnato con la sua morte
quali siano i veri valori della vita; quello non riconosciuto di Don Benedetto, che smaschera con la sua presenza la falsità e il cinismo del padre; e quello di Olga, che con la sua nascita provoca nella protagonista una sorta di redenzione umana.

Documento creato il 03/04/07 - Ultimo aggiornamento il 03/04/07
Le bugie con le gambe lunghe  
Presentazione
Personaggi ed interpreti
Foto di scena
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