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Astaroth

di Stefano Benni

ASTAROTH: Un angelo-demone, solo, sconta la sua pena giudicando le anime che salgono a lui. Nelle sue parole si evidenzia un'ironia feroce nei confronti del genere umano, ma non mancano (in fondo sono mille anni che fa quel lavoro ed è ormai stanco) moti di pietà, di solidarietà con chi vive, sia pur brevemente, l'esperienza straordinaria della vita terrena. Secondo Astaroth, infatti, vale molto di più questa di un'eternità senza sorprese, senza voci, senza suoni. Nemmeno il canto di un grillo, metafora di un mondo animale che nella sua armoniosa varietà ha molto da insegnare agli uomini. Eppure Astaroth, giudice ora implacabile ora sarcastico della multiforme teoria di rappresentanti dell'umano genere che gli sfilano davanti, finisce per tradire tratti di sorprendente umanità, quando a più riprese contesta le leggi celesti e anela a cedere "tutti i prodigi dell'eternità per una preziosa breve vita sulla terra, perché soltanto da lì si può vedere l'eternità".
Documento creato il 17/06/10 - Ultimo aggiornamento il 17/06/10
 
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